La Settimana Aprile 26 pietro paganini

La Settimana Aprile 26

I video degli ultimi giorni, i seminari e le pubblicazioni raccolti in un’unica pagina.

Paganini Non Ripete - e-zine Road to the Future

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Covid-19 Malati Discriminati pubblicato dall’HuffingtonPost >>>

Covid-19 Le Patologie Discriminate pubblicato da Formiche >>>

Il Paganini non Ripete: Covid-19 Morte Indotta >>>

Lettera al Ministro De Micheli: prendere provvedimenti sui tecnici ANAS >>>

Rassegna stampa a RAINEWS con Corrado Semprini >>>

 

Riformare l’OMS o Uscire – Pietro Paganini e Giacomo Bandini presentano la lettera inviata al Governo, al Presidente Conte, al Ministro Speranza, Di Maio, e Gualtieri, affinché riformino l’OMS.

 

La Sfida della Ricostruzione webinar con Carlo Robiglio, Presidente della Piccola Impresa di Confindustria e Vice Presidente di Confindustria, Roberto Race, Segretario Generale di Competere, e Giuseppe Arleo, Fellow di Competere. Rivedilo su Youtube >>>

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Il Futuro della Nutrizione Sostenibile – con Cinzia Chiriacò, Ricercatrice del Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, e Monica Tommasi, Presidente di Amici della

Terra. Rivedilo su YouTube >>>

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La Settimana Aprile 26

IL PNR 169: MORTI INDOTTE DA COVID-19

Dibattiamo sul calcolo delle vittime da covid-19. Ogni paese, ogni regione, sembra usare criteri di misura diversi. La mortalità per covid-19 è molto bassa, mentre ha una certa consistenza quando associata ad altre patologie. La conclusione è che il covid-19 è un veicolo per passare a miglior vita sia che agisca indipendentemente sia che contribuisca ad aggravare patologie già presenti. Senza covid-19 chi era affetto da altre patologie poteva probabilmente sopravvivere più a lungo, sempre che altri fattori, virali per esempio, non fossero intervenuti nel frattempo. 
 
PERCHÈ È IMPORTANTE?   Presi emotivamente dal covid-19 abbiamo accantonato le altre patologie. Dovremmo rispondere ad un’altra domanda: qual’è la percentuale di decessi indotti dal covid-19? 
 
RICOVERI DIMEZZATI   Sono stati posticipati o cancellati gli interventi e le visite di routine. C’è e ci sarà un costo. Sono diminuiti gli interventi e potrebbero essere aumentati i decessi ad essi associati. 
 
Secondo fonti mediche attendibili, e solo parzialmente pubbliche, il numero dei ricoveri per infarto è calato di circa il 50% durante il periodo covid-19 (70% addirittura in strutture della Lombardia), per esempio. Mentre sono aumentati i ricoveri tardivi e i successivi decessi per le conseguenze di infarti non curati tempestivamente. La Società Italiana di Cardiologia ha suonato l’allarme. Ma per ora non è stata ascoltata. 
 
IPOTESI   Potrebbe essersi verificato che chi ha avvertito problemi al cuore non è ricorso al Pronto Soccorso. Le ragioni sono molteplici, e vanno dalla paura indotta dalla cattiva comunicazione dei media delle Regioni e del Governo al suggerimento del proprio medico a sua volta consapevole della situazione interna agli ospedali. 

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La diminuzione dei ricoveri non si riscontra solo nelle zone più colpite dal virus proveniente dai laboratori di Wuhan. E ha coinvolto anche il ricovero per il malfunzionamento dei dispositivi medici come, i pacemaker per esempio. 
 
RITARDI PREOCCUPANTI   Che il covid-19 abbia migliorato la salute dei cittadini non covid-19? No, purtroppo. E dovremmo essere preoccupati perché anche quelli che si sono fatti ricoverare, lo hanno fatto con estremo ritardo. La tempestività è cruciale per identificare la patologia sia per l’efficacia della terapia. 
 
Gli ambulatori restano chiusi. Ci sono e ci saranno meno diagnosi, e soprattutto, meno attenzione a patologie che potrebbero avere conseguenze gravi nell’immediato. 
 
Negli Stati Uniti, come riportato da diversi media specializzati, molti centri sanitari non covid-19, hanno chiuso o parzialmente ridotto le proprie attività, licenziando il personale medico e sanitario. 
 
La preoccupazione è che nelle prossime settimane ci sia un aumento della mortalità e morbilità per diverse malattie, tra cui quelle cardiovascolari. 

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IMPOVERIMENTO DELLA PREVENZIONE   Sta venendo meno la prevenzione. Non è un costo in meno per il Sistema Sanitario Nazionale. Sarà un costo in più nel prossimo futuro, sia in termini economici sia di vite umane. 
 
L’emergenza covid-19 continuerà per diverse settimane, e forse mesi. C’è il rischio che si prolunghi fino all’autunno e al nuovo anno. È perciò urgente che per la fase 2 si (i) garantisca il funzionamento regolare delle strutture sanitarie ospedaliere; si rafforzi la sicurezza delle strutture sanitarie (iii) si rassicurino i cittadini che le strutture sanitarie operano in sicurezza; (iii) si promuova l’attività di prevenzione
 
Sarebbe soprattutto opportuno avviare un’organizzazione che si occupi della prevenzione di possibili future crisi dovute a calamità naturali, pandemie, incidenti infrastrutturali, attacchi di varia natura da forze ostili; che, a tal fine, elabori possibili scenari; sviluppi piani d’azione. In questo contesto, la sanità deve svolgere un ruolo fondamentale. 
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PNR