Le Cicale del COVID-19 pietro paganini

Le Cicale del COVID-19 – Pietro Paganini – PNR 165

Le Cicale del COVID-19 Buona Domenica 🌈   Il COVDID-19 non è una sorpresa. Cosa non abbiamo fatto e cosa possiamo fare per superare questa crisi. Cosa possiamo fare per evitare che si ripetano situazioni simili, che tendono a ricorrere nel tempo. Ecco alcuni dati e fatti sul virus, la sanità e l’industria farmaceutica >>>

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Buona Settimana,
Paga

LE CICALE DEL COVID-19
In piena crisi COVID-19 dilaga la tesi del “nulla sarà come prima”, quasi a dire che saremo tutti più buoni e solidali. E’ una tesi ferma alla superficie degli eventi. Esprime una concezione conservatrice atterrita dall’intaccare le abitudini e respinge il mutarle.  
IL COVID-19   è un evento straordinario solo per la cultura che sguazza nel presente. Non lo è. Limitandoci alle principali epidemie dell’ultimo secolo, si registrano, oltre l’influenza comune, varie malattie respiratorie che sfociano in polmonite mortale, cioè i coronavirus più gravi: H1N1 (la spagnola) del 1918; H2N2 (l’asiatica) del 1957; SARS del 2003; MERS del 2012. Ciascuna con differenti tassi di mortalità: influenza (0,2/0,5 % degli infettati); COVID-19 (1,5/2 %); H1N1 (circa il 5%); SARS (circa il 12%); MERS (circa il 35%). 
PERÒ   H1N1 e COVID-19 sono molto più aggressive e si diffondono più facilmente. Sono meno letali, ma infettano molti più cittadini. Possono provocare un numero assoluto di morti assai più elevato (nel 1918 fu contagiato un terzo del mondo e i morti arrivarono a più di 50 milioni).
PREVEDIBILE   Il COVID-19 non era in sé prevedibile perché appartiene alle malattie  potenziali. Una cultura non bloccata sul presente, non poteva affatto escluderla. Sarebbe stata in guardia così come per molti altri rischi. La sensazione che nulla sarà come prima, di fatti è propria della cultura dominante italiana ideologica e religiosa, fondata sull’utopia, sulla sicurezza, sull’illusione che il benessere controlli tutto, sull’immobilismo di fatto. In pratica ci si culla nel rifiuto della vita e nella moda social che corrode l’autonomia critica individuale. 
L’ITALIA SE LA CAVA BENE   nell’immediato, per la qualità (e la buona volontà) dei suoi virologhi e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), per l’impegno dei medici e del personale sanitario ospedalieri, per la capacità del Conte2 di attuare le indicazioni dei professionisti.  
LA LOTTA   all’epidemia centrata sul limitare il contagio, è una strada obbligata, visto che il COVID-19 non ha ancora un vaccino nel mondo. 
L’INSEGNAMENTO   (in prospettiva) del COVID-19 è ribaltare la cultura corrente che va contro il metodo individuale nel gestire conoscenza e convivenza. Perché la vita è fatta dai cittadini nelle rispettiva diversità, non dall’applicare teorie e libri sacri imponendoli. E il COVID-19 ha evidenziato il punto debole del SSN.   
SI È CONFUSA L’ASSISTENZA PUBBLICA   (assistenza di base) con l’insieme di cliniche private (impresa medica). Nella prassi il sistema unificato della medicina convenzionata ha trascurato il cittadino da curare. Dimenticando le funzioni distinte, ha adottato una concorrenza solo sulla razionalizzazione dei bilanci a breve, ed ha provocato negli ultimi 25 anni un finanziamento all’assistenza di base comparativamente ridotto sia nell’edilizia sia nel personale (talvolta privilegiando gli amministrativi sui medici e sugli infermieri). 
PENSANDO SOLO AL PRESENTE   la strada del limitare il contagio COVID-19 non  dispone né di medici né di infermieri né di attrezzature di rianimazione sufficienti. Il COVID-19 non è un’eventualità straordinaria bensì un evento ordinario se osservato in un arco di tempo sufficientemente ampio.
Dunque, urge mutare LA CULTURA DEL PRESENTE E CONTRO L’INDIVIDUO. Altrimenti è forte il rischio di nuove epidemie anche non sanitarie.
DOBBIAMO SPERARE   In un vaccino intanto, per togliere virulenza al COVID-19 (purché se ne possa trovare uno, dato che il COVID-19 è virus finora molto restio a innescare nei contagiati processi immunitari). 
LA FARMACEUTICA   Eppure, nel solco della cultura attuale,  molti dei governi più recenti, ONG, partiti e associazioni varie, hanno fatto di tutto per ostacolare l’innovazione che il settore farmaceutico promuove. Nel solito contesto ideologico e religioso (storicista) in cui le aziende farmaceutiche speculano sulla salute dei poveri pazienti, l’Italia si è posta alla guida di una coalizione che osteggia la tutela della proprietà intellettuale (guerra ai brevetti e licenze obbligatorie); ha messo in atto un processo di approvazione delle nuove terapie che ci penalizza rispetto al resto della UE; ha mutilato i prezzi dei farmaci con gravi conseguenze per gli investimenti
LA SCIENZA TRADITA   Lo stesso nei confronti della Scienza. È improvvisamente invocata a gran voce dopo che è stata umiliata dai media; da molti settori del mercato (vedere le balle in campo alimentare); nelle scuole dove non si insegna il metodo sperimentale ma ci si limita a raccontare la storia di alcuni scienziati; dal dibattito politico che improvvisamente pretende il ritorno delle competenze. Corriamo perciò, il rischio di idealizzare scienza e scienziati, come è successo in alcune nefaste epoche passate, ignorando il metodo sperimentale – popperiano –  cui la scienza si dovrebbe affidare
LA SCIENZA è CONCRETEZZA   che vive nel tempo con i ricercatori che esaminano ciò che avviene, fanno ipotesi esplicative e ne verificano l’esattezza fino a prova contraria. 
Le Cicale del COVID-19 – Pietro Paganini – PNR 165
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