Europe First paganini

Europe First – PNR177 – Paganini non Ripete 117 – Pietro Paganini

Chi vorrebbe rappresentarci alle prossime elezioni europee dovrebbe affrontare tre problemi che discuto qui sotto, tra loro legati e dipendenti, ed elaborare una proposta per farlo. Altrimenti cosa andrebbe a fare a Brussels? 
Al presente e al futuro dellEuropa saranno dedicati i prossimi Paganini non Ripete. Solleverò i problemi che dovremmo affrontare e mi confronterò sulle soluzioni aspettando una risposta da chi si candida a rappresentarci. 
A proposito, cè la Milano di domani con il Salone del Mobile, e poi la Road to the Future con la trasformazioni dellarchitettura, design, arte, e tecnologia. Enjoy…
ANALISI DELLA SITUAZIONE I   La Commissione europea potrebbe concedere un’estensione temporale alla Gran Bretagna (30 Giugno) per continuare i negoziati con la UE. Gli inglesi potrebbero quindi, godere del diritto di voto alle prossime elezioni europee. Si comporrebbe così un Parlamento con rappresentanti britannici – compresi gli stessi che ne sostengono l’uscita. Gli equilibri per la formazione dei gruppi parlamentari e della Commissione europea sarebbero perciò condizionati da un gruppo di rappresentanti in constante procinto di andarsene. Si potrebbe profilare così, la (ri)-conferma della Presidenza Junker, almeno temporaneamente. Un bel casino. Gli inglesi otterrebbero la possibilità di contare ancora nella UE nel caso dovessero decidere di restare. Junker resterebbe lì più a lungo. I gruppi parlamentati europei continuerebbero i giochi di potere. La UE scivolerebbe più spedita verso il declino. 
 
ANALISI DELLA SITUAZIONE II   Il Generale Haftar marcia verso Tripoli alimentando ulteriormente il caos della regione. Chi lo finanzia? Sicuramente riceve il sostegno nascosto del Governo francese che vorrebbe avere il controllo sulle risorse naturali. Che è poi la ragione per cui nel 2011 hanno scatenato l’inferno per cacciare il Generale Gheddafi, un pessimo dittatore con il quale sarebbe stato bene negoziare una sua eventuale uscita piuttosto che alimentare una guerra civile che non sembra avere una via d’uscita. 
Tra gli sciagurati promotori di questa azione vi era il Sig. filosofo Beranrd Levy, vate della Sinistra progressista. Egli si appellava ai diritti civili ed umani per esportare la Democrazia in Libia. In realtà era il megafono intellettuale delle elite francesi rancorose per lo scarso accesso alle risorse libiche. Ricordiamocelo in vista delle europee. 
 
ANALISI DELLA SITUAZIONE III   La NATO celebra i 70 anni. Non è mai stata così debole. Ha perso la ragione politica di base, gli obiettivi comuni sono svaniti. D’altronde lo scenario geopolitico è molto diverso da allora. Gli USA non sono più l’alleato che intende difendere l’indipendenza dei singoli stati europei dalle interferenze russe. Si sentono anche il principale concorrente dell’Unione Europea
 
PERCHE’ E’ IMPORTANTE?   Gli USA non vogliono una UE forte. Vogliono l’Europa delle nazioni, ostile alla Russia e alla Cina, e prona agli interessi americani. Chi governa l’Europa non sembra avere capito la questione, o semplicemente non è in grado di affrontarla perché appartiene al passato e non coglie il cambiamento
 
I NUOVI RAPPRESENTANTI   del Parlamento e del Governo europeo ci devono spiegare la loro visione dell’Europa e come realizzarla. Questo riguarda anche le alleanze, e il ruolo dell’Europa nel mondo. 
 
VIA DELLA SETA   L’Europa non deve essere un porto trai i tanti che compongono la One Belt One Road. La Cina ha un un piano chiaro: dominare il mondo entro il 2050, non solo economicamente, ma anche socialmente e culturalmente. Vogliamo diventare una loro succursale? Non credo. Serve una Via della Seta europea in cui la Cina è un hub europeo, e non viceversa. Da qui dettare nuove regole nei rapporti, così come sta cercando di fare l’Amministrazione Trump. 
 
LONTANO DA MOSCA   La Russia vive nel passato: egemonizzare l’Occidente. Sono cambiate le dinamiche ma l’obiettivo resta lo stesso. Ci serve il gas, ma a loro servono molti più beni. Sono disposti a morire di fame pur di vincere, ma come la storia insegna non potrà durare per sempre. 
 
PARTNER DI WASHINGTON   Non più alleati, ma partner strategico. Non siamo il loro mercato. Piuttosto il contrario. 
 
COESIONE   E’ evidente che senza coesione europea ogni staterello negozia autonomamente con i tre di sopra. Ottiene i favori di uno rispetto ai paesi vicini, ma perde quello degli altri. Si indebolisce la coesione UE. Ci perdiamo tutti. 
 
QUALE EUROPA   Non serve più Europa, ma un’Europa diversa, con una missione precisa. Questa è la sfida geopolitica che richiede una strategia industriale e/o di sviluppo chiara e condivisa che ci consenta di rendere quello che produciamo necessario per tutti gli altri. 
 
SI PREGA DI RISPONDERE…
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