Recovery Fund e MES pietro paganini non ripete
Recovery Fund e MES – Money.it – Pietro Paganini
Recovery fund e MES Ho avuto l’opportunità ed il piacere di rilasciare un’intervista per la prestigiosa piattaforma finanziaria online Money.it. Abbiamo affrontato il tema del Recovery Fund, l’accordo raggiunto dall’Europa, e fortemente voluto dal Governo Italiano per finanziare la ripartenza economica del Paese dopo la crisi post – COVID19.
 
L’intervista ha rappresentato un’occasione di confronto molto importante. Ho avuto modo di approfondire diversi aspetti di questa complessa situazione già oggetto di polemiche.

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Il Recovery Fund rappresenta l’opportunità per l’Italia, che dovrà investire le risorse per creare nuova produttività, abbracciando una nuova dimensione che definirei “frugale”.

Dopo mesi d’incertezza e instabilità, l’Europa è finalmente riuscita a raggiungere il tanto agognato accordo sul Recovery Fund, la politica fortemente voluta dal Governo Italiano per finanziare la ripartenza economica del Paese dopo la crisi dovuta all’emergenza sanitaria.

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Questo politica tuttavia comporterà, oltre ai singoli debiti nazionali dei vari Stati membri, anche un debito a livello europeo che verrà condiviso tra tutte le Nazioni. Con molta probabilità quindi nuovi bond saranno emessi. Ma soprattutto si andrà incontro ad una nuova tassazione europea, senza però sapere ancora che tipo di tasse verranno attuate.

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Il Recovery Fund deve creare produttività

Paganini riporta le parole del premier Conte che in seguito alla siglatura dell’accordo Europeo ha ricordato l’importanza di attuare delle scelte economiche basate sul buon senso. Appoggio la posizione del premier sostenendo che sia di fondamentale importanza investire il fondo europeo affinché sia in grado di creare una nuova produttività, facendo in modo che “un euro investito ne porti 2, 3 euro, ed è questo verso cui dobbiamo andare, ma in Italia tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”.

Condivido con i i Paesi Frugali il Governo e le nuove task force dovranno essere in grado di crescere con una visione e un progetto Paese Dobbiamo decidere dove l’Italia vuole andare  nei prossimi 20 anni e per cosa vorrà diventare famosa.

Anche l’Italia dovrebbe essere più “frugale”

Anche l’Italia dovrebbe essere più frugale. Frugale non non significa “non voler investire. Dobbiamo stare attenti a come utilizzare queste risorse. I Paesi Frugali dovrebbero diventare un modello da seguire per l’Italia. Nonostante sono dei piccoli Stati, sono delle economie globali che superano l’Italia in diversi indici. In passato, infatti, il nostro Paese non ha saputo sfruttare nel modo più adeguato le risorse che aveva a disposizione.

L’Italia deve semplificare il sistema fiscale

Il direttore dell’agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, negli ultimi giorni ha avanzato una nuova proposta, considerata rivoluzionaria con cui semplificare e snellire il sistema fiscale italiano, mettendo la parola fine ai saldi e agli acconti che sono odiatissimi per i possessori di Partiva Iva, ipotizzando un pagamento mensile.

Uno degli obiettivi del premier Conte era proprio quello di semplificare le procedure fiscali dell’Italia. “che è la vera sfida che questo Paese deve affrontare”. Secondo il professore inoltre lo Stato dovrebbe essere in grado di mettere i cittadini nelle condizioni di potersi pagare le tasse da soli, in modo corretto e per tempo, “senza il bisogno di sei commercialisti”. Paganini conclude affermando che:

Recovery Fund e MES – Money.it – Pietro Paganini

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PNR