Meccanismo europeo stabilità paganini

Meccanismo Europeo Instabilità – PNR150 – Pietro Paganini

Voglio congratularmi con te e con me perché siamo al 150° PNR. Grazie a te che mi sopporti. Grazie a te che mi stimoli. Grazie a te che credi nel cambiamento verso una Società più Aperta dove individui diversi possono meglio convivere liberamente. 
 
Voglio segnalarti i rischi che il  Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) così come è può rappresentare per noi cittadini. Proprio per evitare la deriva sovranista, sono necessari dei miglioramenti. Li ho rielaborati insieme a R. Morelli che ringrazio. 
 
Nel PNR trovi la foto della mia partecipazione al COP25 di Madrid (ex. Chile). L’assenza di quasi tutti i paesi mi ha deluso. Il luogo è occasione per discutere anche – come faccio io – con argomenti opposti rispetto al mainstream ambientalista catastrofista. L’assenza di dibattito avvantaggia solo le icone mediatiche che infatti, si sono presentate ancora una volta, senza veri argomenti. 
 
Con l’avvicinarsi della fine dell’anno ti svelo il colore del 2020 (quello del 2019 non ha avuto molta fortuna, vero?), un bosco verticale e orizzontale, e poi il nuovo dispositivo per migliorare la propria concentrazione. E…la Farnesina apre all’arte multimediale, non perdertela. 
 

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La procedura per varare le modifiche al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) è stata dilazionata. I media nazionali sono stati timidi nel segnalarlo. Si prende tempo per approfondire una tematica complessa, nonostante Centeno, economista socialista, Presidente della riunione, avesse detto “tutti d’accordo”. 
 
il MES è un ente intergovernativo fuori del diritto UE e del percorso che collega ai cittadini con il voto. Ed anche che la discussione per mutare il testo istitutivo (’12) è cominciata col governo Gentiloni.
 
PERCHÈ È IMPORTANTE?   È Chi ha trattato per l’Italia – Governo Gentiloni e Conte1 – non si è accorto delle criticità presenti. 
 
UN PASSO INDIETRO   verso l’Unione. La proposta prevede che, nel decidere gli interventi economici in aiuto ai paesi in difficoltà, d’ora in poi il MES si affianchi alla Commissione UE. Avrà il compito di “seguire e valutare la situazione macroeconomica e finanziaria dei suoi membri, compresa la sostenibilità del debito pubblico, e analizzare informazioni e dati pertinenti”. Così si darebbe un potere riconducibile ai cittadini europei (la Commissione UE) anche, e soprattutto in certi aspetti, al MES che è il tipico organismo tra stati. Insomma, è un passo indietro sull’Unione.
 
MES VS CITTADINI   La Commissione opera nella piena trasparenza rispetto al Parlamento e ai cittadini europei, il MES invece, nel segreto delle trattative internazionali e i suoi dirigenti sono tenuti alla riservatezza. Il solo modo per saperne qualcosa è seguire la politica in Germania, oppure in Finlandia e Lettonia, perché lì le decisioni sono prese se non approvate prima in Parlamento.
 
IL VETO   Inoltre il Meccanismo Europeo di Stabilità decide con il criterio del peso delle quote versate da ogni Stato: il 27% la Germania, il 20% la Francia, e il 17% l’Italia. Così nelle decisioni a maggioranza qualificata dell’80%, Germania e Francia hanno sostanziale diritto di veto. Questo  vale per eleggere il Presidente, il Direttore, e per decidere sullo Statuto. E siccome la proposta di modifica in esame amplia parecchio i compiti e i poteri del MES (a scapito della Commissione UE), e in particolare del Direttore definito non dipendente dalle norme UE, quel diritto di veto è molto importante.
 
CONTROLLO SUI TITOLI   Nei medesimi ambienti governativi che trattano sul MES, è fatta circolare con insistenza la proposta di introdurre d’ora in poi, un indice di rischio di credito nel valutare i titoli di Stato detenuti dai vari Istituti Bancari. Dare un indice basso, riduce il valore del titolo e impoverisce l’Istituto. Tale ipotesi non è un attacco all’Italia, come dicono i sovranisti vocianti senza curarsi davvero dei cittadini. E’ un attacco al ruolo ineludibile del cittadino europeo nel decidere i rapporti politico economici d’ogni tipo nel convivere
 
Esprime l’idea delle élite mondialiste che si ritengono le uniche competenti a stabilire l’andamento economico (e ad aiutare gli speculatori). Respingere l’ipotesi è stata giustamente definita una linea del Piave.
 
Speriamo che sul Piave si vinca di nuovo. Perché certe regole, se accettate, prima o poi fanno danno. 
Meccanismo Europeo Instabilità – PNR150 – Pietro Paganini
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