“Allenarsi per il Futuro” in Triennale

Milano non ci delude mai.

Un incontro interessante e pieno di spunti per la presentazione di “Allenarsi per il futuro”, martedì 8 marzo presso la Triennale. Stiamo costruendo mattoni importanti per il futuro dei nostri giovani, con l’ambizione di cambiare la scuola e puntare sulla più grande risorsa che le aziende possono avere: la valorizzazione del capitale umano.

La scuola con la S maiuscola deve essere il luogo dove scoprire e provare a risolvere problemi, dove sbagliare e imparare a rialzarsi. Deve tornare a essere una palestra dove poter giocare e allenarsi. Perché è proprio lì, nella nuova scuola, che si inventano le professioni del futuro.

Allenarsi per il Futuro, proponendo la “classe intelligente” o la”classe aperta”, riesce ad andare oltre il tradizionale dibattito attorno alla riforma della scuola, incentrata sull’organizzazione del lavoro e sulla pianificazione dei programmi, che tra l’altro negli anni ha prodotto risultati molto scarsi, per offrire invece un nuovo paradigma didattico e pedagogico, capace di rimettere al centro di tutto lo studente di ogni ordine e grado. Perché una cosa è certa: la scuola non può più essere un’istituzione separata dal resto della società, ed in particolare dal mercato del lavoro, ma oggi più che mai deve essere integrata come spazio dove allenare costantemente curiosità, creatività e intraprendenza, oltre che apprendere nuove conoscenze ed esperienze. Si tratta di saper accogliere le naturali dinamiche dell’evoluzione come avviene nel gioco dove chiunque può qualificarsi e riqualificarsi in funzione delle opportunità o delle esigenze del mercato del lavoro.

Grazie a tutti i partecipanti, ognuno di voi ha dato un contributo fondamentale. Un ringraziamento speciale va a Rosanna Santocito, per l’eccellente moderazione, Valentina Aprea, Marianna Poletti, Maurizia Cacciatori, Margherita Granbassi, Rachele Sangiuliano, Daniele Massaro, Demtrio Albertini e ai tanti ed illustri relatori.

Agorà – Rai3: Effetto Evasione

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Perché si evadono le tasse in Italia? Iniziamo con il dire che, nel nostro Paese, esiste una tendenza del tutto peculiare per cui esiste un’idiosincrasia nel rispettare le regole. A questo si aggiunge un’eccessiva pressione fiscale che si coordina con uno scarso funzionamento della burocrazia. In generale, esempi negativi nelle società hanno effetti negativi sulla fedeltà fiscale. La scarsa propensione all’onestà fiscale è un fattore che gioca certamente un ruolo negativo, ma pare anche che utilizzare la retorica “le tasse sono belle” non aiuti granché la lotta all’evasione, in mancanza di un sistema fiscale chiaro, semplice ed efficace nel combattere eventuali abusi. Si potrebbe quindi suggerire che con l’aumentare la qualità dei beni pubblici offerti, aumenta anche il grado di correttezza fiscale. Un fisco semplice, con sanzioni certe e uno Stato efficace ed efficiente nella fornitura nella fornitura di beni pubblici può combattere l’evasione.