Omnibus – La7: Virginia Raggi, occasioni sprecate a Roma

Virginia Raggi sta perdendo una grande occasione a Roma. L’occasione di governare e lavorare. La capitale italiana è vittima ormai da decenni, di amministrazioni cittadine disastrose e, in alcuni casi, fraudolente, che la hanno vessata e ridotta sul lastrico. L’inadeguatezza dimostrata nei primi mesi di amministrazione grillina contribuisce al disfacimento di una città che non può mettersi a paragone con luoghi come Torino e Milano, le belle facce da portare in Europa.

Il mio intervento ad Omnibus su La7.

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Unomattina – Rai Uno: Il lavoro è morto? Come sopravvivere all’automazione

Come si affrontano i cambiamenti nelle professioni dovuti alla sempre maggiore automazione e alla digitalizzazione dei processi produttivi, che nei prossimi anni rischiano di modificare profondamente le competenze necessarie nel mondo del lavoro?

E’ necessario investire, a tutti i livelli, in nuove competenze tecniche e umane, sviluppando pensiero critico, creatività ed intelligenza emotiva e, per i manager, la capacità di leadership. La riqualificazione professionale può essere velocizzata anche con l’utilizzo di nuove tecnologie che facilitano l’apprendimento. Ma l’iniziativa personale non è sufficiente. Anche il lavoro andrebbe riprogettato secondo il potenziale umano, in modo da poter creare opportunità di impiego insieme ai lavoratori, basate sull’evoluzione stessa delle professioni o sulle esigenze di professionalità.

Unomattina – Rai Uno: Voucher, tra boom e critiche

Sui voucher il dibattito rimane ancora aperto. Ma cerchiamo di capire, con ordine, cosa sono e che impatto hanno avuto nel mondo del lavoro.

Il voucher è uno strumento introdotto per la prima volta nel 2003 con lo scopo di permettere la remunerazione legale di alcuni lavori che altrimenti non avrebbero potuto essere contrattualizzati: dalle ripetizioni scolastiche alle pulizie, passando per i lavori stagionali e quelli nel settore turistico. I voucher vengono acquistati dal datore di lavoro che poi li consegna al lavoratore. Il taglio più piccolo vale 10 euro e corrisponde a un compenso netto per il lavoratore di 7,5 euro. Il resto viene incassato dall’INAIL e dall’INPS, che in cambio forniscono una copertura contributiva e assicurativa.

Nel corso degli anni la possibilità di utilizzare i voucher è stata costantemente ampliata. Inizialmente erano uno strumento circoscritto a pochi settori e poche categorie di lavoratori, mentre oggi possono essere utilizzati da molte più persone e in quasi tutti i settori lavorativi. I momenti più importanti nella “liberalizzazione” sono stati le riforme del 2009 e del 2010, volute dal governo Berlusconi, e soprattutto quella Fornero del 2012, in cui vennero inseriti alcuni nuovi limiti ma la possibilità di pagare con voucher venne estesa notevolmente. Il Jobs Act del governo Renzi è intervenuto sui voucher solo alzando da 5 a 7 mila euro netti la cifra massima che è possibile guadagnare tramite voucher in un anno.

Negli ultimi anni il ricorso ai voucher è aumentato moltissimo: sono passati da mezzo milione nel 2008 a 121,5 milioni nei primi dieci mesi del 2016. Le ragioni di quest’aumento, però, non sono chiarissime. Una parte si deve alla crescente liberalizzazione nell’utilizzo dello strumento. Ma è durante il governo Renzi che il ricorso ai voucher ha avuto un incremento rapidissimo, passando dai 24 milioni venduti nel corso del 2013 ai 121,5 nei primi dieci mesi del 2016, nonostante il Jobs Act abbia modificato solo leggermente i regolamenti rispetto agli interventi del 2008-09 e del 2012.

TV2000: Allarme disoccupazione giovanile, 4 su 10 non lavorano

L’economia italiana fa molta fatica a creare innovazione e posti di lavoro. Una misura come quella dello Jobs Act può essere apprezzabile solo se attuata in maniera temporanea, ma diventa insostenibile nel lungo periodo.

Non si può fare una riforma del lavoro senza la compartecipazione di altre riforme. La mia intervista per TV2000.