Il Disprezzo La Democrazia Liberale e i Suoi Nemici pietro paganini non ripete
La Democrazia Liberale e i Suoi Nemici – PNR186 – Pietro Paganini
Buona Domenica 🌈 Fatichiamo a convivere e a prosperare, e abbiamo una scarsa prospettiva per il domani. Una delle ragioni è che stiamo confermando di non essere una Democrazia Liberale matura
Stiamo riducendo lo spazio del confronto, nonostante gli strumenti tecnici (media e social media) dovrebbero aiutarci ad ampliarlo. 
Denigriamo le idee e i progetti diversi. 
Disprezziamo l’altro, non è una risorsa su cui costruire conoscenze, ma un nemico da annientare. 
Non sono coloro che si rifugiano, comprensibilmente, in idee rassicuranti e in figure forti a doverci preoccupare. 
Ma i sedicenti Liberali e Liberaldemocratici, che inneggiano alla diversità, ma promuovono solo la loro in un quadro culturale totalizzante e umiliano quella altrui. 
 

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LA DEMOCRAZIA LIBERALE E I SUOI NEMICI 

Nel confronto democratico contemporaneo le idee e i progetti politici che rappresentano la diversità individuale, sono sempre meno apprezzati ed interpretati come avversari, o meglio nemici da sopperire piuttosto che da risorse da cui imparare per avanzare il dibattito, le conoscenze, e migliorare le regole della convivenza. Ne consegue la riduzione dello spazio del confronto, il deterioramento della Democrazia e della rappresentanza, l’annichilimento della diversità e quindi delle Libertà e della prosperità. Esattamente quello che stiamo sperimentando in Italia.
PERCHÉ È IMPORTANTE?   La diversità che gli altri individui rappresentano va tutelata e promossa anche quando non la condividiamo o non ci piace. Arricchisce il confronto aiutandoci a trovare e a risolvere problemi che riguardano la vita  umana sempre nuovi al fine di migliorare le regole della convivenza. 
LA DIVERSITÀ   si promuove attraverso la Democrazia Liberale e quindi la rappresentanza dei cittadini presso le istituzioni a cui abbiamo dato il compito di garantire la convivenza. Si favorisce anche creando ambiti di confronto che non servono solo a comunicare i diversi bisogni o desideri dei cittadini. ma anche a stimolare il senso critico e quindi a migliorare il modo con cui affrontiamo i problemi del vivere insieme. In questi spazi pubblici le diverse idee o approccio al mondo si tollerano e si confrontano. 
ESISTONO ANCORA QUESTI SPAZI?   Invece di aumentare e migliorare nella costruzione della Società Aperta, stanno invece diminuendo. È una contraddizione. Sono aumentati gli strumenti e le occasioni, come i media tradizionali e media sociali, ma il confronto critico è diminuito. C’è più quantità ma la qualità si è ancor più deteriorata. 
MEDIA E SOCIAL MEDIA   per ragioni anche diverse – di cultura i primi, e di strutture tecniche i secondi – sono diventati luoghi di conferma delle proprie opinioni acquisite. Non sono luoghi di confronto. La ricerca della conferma è congenita alla natura umana quando il senso critico e l’accettazione della diversità non sono stimolati. Nel confermare le nostre idee combattiamo le altrui, non più nello spirito del confronto democratico, cioè del metodo sperimentale, ma del loro annullamento. 

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PER IL METODO SPERIMENTALE   che è il meccanismo cardine del Liberalismo, le idee diverse sono necessarie per migliorare come si affrontano e risolvono i problemi della convivenza: uno sguardo più ampio sul mondo, più ipotesi, più variabili da considerare. 
Il metodo sperimentale si fonda sull’esercizio del spirito critico, e perciò richiede fatica, proprio perché aumentano le variabili e un impegno costante. Ma è anche frustrante perché non trova mai la soluzione perfetta che  chi disprezza la diversità altrui si illude invece di trovare facilmente. Il metodo sperimentale  elabora soluzioni perfettibili che con il passare del tempo appunto, richiedono ulteriore lavoro. Il tempo infatti, presenta nuove variabili e altre diversità di nuovo tipo. 
LA FRUSTRAZIONE È UN SENTIMENTO COMPRENSIBILE   Vorremmo tutti la soluzione immediata, perfetta, e rassicurante. La ricerchiamo quindi cancellando la diversità che è rappresentata dagli altri, rifugiandoci in quei progetti che promettono certezze. Da qui (il ritorno) l’illusione che uno solo possa scegliere per tutti.
ATTENZIONE   però, perché l’alternativa al ritorno del populismo o dell’uomo solo al comando è altrettanto pericolosa perché anch’essa non si affida al metodo sperimentale ma ad un’idea elitaria e classista della democrazia e della rappresentanza. Con le stesse dinamiche ostili al confronto critico anche i sedicenti Democratici e Liberali si oppongono alla diversità individuale non ritenendola degna, rispetto al collettivo, di compiere scelte sagge e razionali. Di fatto, questa che si eleva ad elite culturale (ritenendosi in possesso dei mezzi culturali oltre che di produzione) si identifica nella Democrazia Liberale e nel Liberalismo di cui scimmiotta i principi, ma poi agisce in contrasto con questi. Nega la diversità, la disprezza, non la ritiene consona con i processi decisionali collettivi che ritiene governino la convivenza. 

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Questi sedicenti Democratici e Liberali si issano a difensori della Democrazia Liberale e della rappresentanza democratica, ma poi accusano gli altri di ignoranza democratica e di perché incapaci  di promuovere la democrazia rappresentativa dei collettivi. Alla fine vogliono escludere dalle istituzioni in cui la diversità dovrebbe essere rappresentata, i cittadini che rappresentano la diversità individuale. 
Stiamo sperimentando quel sospetto che abbiamo maturato: l’Italia non è una Democrazia Liberale matura. Sono proprio coloro che dovrebbero avere maggiore strumenti per favorire il confronto democratico che si stanno rivelando i peggiori nemici di una democrazia compiuta tra cittadini responsabili. 
IL MIO E IL NOSTRO LAVORO   è nella promozione del confronto. Le idee e i progetti altrui sono una ricchezza da celebrare. La prevalenza alle elezioni di progetti politici diversi non è una sconfitta ma un passaggio nella lunga marcia verso la Società Aperta, la società in cui uomini liberi e diversi convivono e prosperano. 

La Democrazia Liberale e i Suoi Nemici – PNR186 – Pietro Paganini

Image credit Niv Bvarsky courtesy of the NYT >>>

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