di Maria Serra

Avocado, mango, vini liquorosi, lavasciuga e robot aspirapolvere. Sono questi i cinque nuovi prodotti che nel 2018 entrano nel paniere dell’Istat per il rilevamento dell’inflazione, mentre escono la telefonia pubblica, il canone Rai e il lettore Mp4. Ad annunciarlo è l’istituto di statistica, che ogni anno l’Istat rivede l’elenco dei prodotti del paniere aggiornando contestualmente le tecniche d’indagine e i pesi con i quali i diversi prodotti contribuiscono alla misura dell’inflazione.

Ma ripercorriamo un po’ di storia su questo strumento che determina a sua volta tanti indicatori della vita economica e sociale di tutti noi. Il paniere Istat risale al 1928, in piena epoca fascista, con la prima pubblicazione che comprende 20 prodotti, per lo più alimentari. Tra questi anche il fantomatico olio di ricino. Alla fine degli anni ’30 i beni del paniere sono 64, tra questi le lamette da barba. Nell’Italia del boom economico saliamo a 270 beni, la metà dei quali ricompresi tra i prodotti alimentari più in voga, pescando tra gli altri il nostro amato aspirapolvere, compagno di vita di tutte le donne. Ma non solo, perché si comincia a studiare anche il fenomeno della televisione, accessorio che comincia ad imporsi nelle case degli italiani e che cambierà e rideterminerà le nostre abitudini. Siamo in dirittura ’70 e le automobili la fanno da padrone, come anche la mitica Vespa, il due ruote che diventerà un cult e che farà storia anche nella cinematografia internazionale. E andando avanti entra nella hit list un altro prodotto che ha risolto i pranzi e le cene degli italiani, il surgelato, Findus tra tutti che ci ha costruito la sua fortuna. Siamo alla fine degli anni ’70 e nel paniere entrano le riviste erotiche, ‘Le Ore’ ma anche la commedia sexi all’italiana. Passiamo agli anni ’80 e cambiamo genere, perché tra i must dell’epoca c’è la torta saint Honorè, per alcuni non meno erotica delle famigerate riviste.

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Siamo alla fine degli anni ’80, precisamente nel 1986, e il pc si fa spazio nel paniere e non ne uscirà più. La tecnologia comincia a farsi spazio nella nostra vita quotidiana, nel lavoro e nell’organizzazione della sfera privata. Negli anni ’90 c’è il walkman, poi il compact disc, superati poi dalla attuale musica digitale. Nel periodo 1996-1998 due milioni di persone acquisiscono il titolo della laurea e l’università entra nel paniere per la quantità di accessi ai corsi di studio post diploma. Il 1999 è l’anno del Millennium Bug e Internet è la nuova frontiera verso il futuro. Passando dalle scarpe da calcetto, al bed & breakfas, al navigatore satellitare, fino alla chiavetta usb, al caffè in cialde, fino alla sigaretta elettronica e ai tatuaggi, arriviamo ad oggi.

Il paniere festeggia nel 2018 circa 90 anni di vita e ci aiuta a ripercorrere i processi di cambiamento della nostra storia. Oggetti e abitudini che hanno modificato il nostro modo di vivere sociale e individuale e che l’Istat, istituito nel 1927, ancora oggi ci illustra per determinare il calcolo dell’Indice del costo della vita (ICV) in sostituzione degli indici locali sino ad allora elaborati dai Comuni più importanti.

Sino al 1945 rappresentò un modello informativo volto a un eventuale, ma non automatico, adeguamento dei salari. Dal 1947 a oggi il suo peso prese forza, in quanto l’indice sarebbe stato utilizzato per l’adeguamento automatico dei diritti previdenziali e assistenziali di numerose categorie professionali; per l’adeguamento dei canoni di affitto; per il calcolo dell’inflazione programmata; per alcuni adeguamenti sindacali: un ruolo molto discusso in quanto incideva direttamente sui salari,  peraltro cancellati nel 1998. In seguito all’armonizzazione dei prezzi al consumo nei Paesi dell’Unione Europea, l’Indice Istat è tuttora utilizzato come comparazione delle diverse economie UE, anche ai fini della conduzione della politica monetaria comune. Resta da stabilire quanto i dati diffusi possano oggi essere letti correttamente o quanto piuttosto vengano piegati agli interessi della politica per farne un megafono delle agende di Governo.

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PNR