Tante proposte, molte campate in aria, ma soprattutto l’assenza di un progetto paese, cioè un programma per costruire il futuro che contenga in modo coerente una serie di proposte finalizzate al raggiungimento di quello stesso programma.

Un movimento politico dovrebbe promuovere un PROGETTO per il futuro attraverso una visione di quello che sarà, una missione da perseguire e degli obiettivi, misurabili, da raggiungere. Questo progetto può persino fondarsi attorno ad un’idea fissa del mondocosì come le ideologie. Non mi piace, ma è un approccio.

Paganini Non Ripete - e-zine Road to the Future

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Ad esso preferisco l’approccio che va con il nome di Liberale, perchè ci consente di individuare e risolvere i problemi che riguardano l’uomo e il suo ambiente attraverso il metodo sperimentale. E’ un percorso lungo e tortuoso di prove ed errori che ci ha aiutato a migliorare la nostra convivenza, aumentare la nostra libertà e arricchire il nostro benessere.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE?   Senza un progetto navighiamo a vista senza comprendere il reale, seguendo l’istinto o le convenienze del momento. A naso indichiamo ciò che andrebbe fatto ma manchiamo di cogliere la complessità dei problemi e soprattutto di fornire un obiettivo chiaro attraverso il metodo induttivo. Il ritardo dell’Italia rispetto a molti altri paesi nel comprendere e costruire il futuro dipende soprattutto da questa incapacità di progettare.

LE RAGIONI SONO MOLTEPLICI   e certamente culturali, cioè appartengono al patrimonio dei valori e dei costumi che noi cittadini condividiamo. Si manifestano:

  • nella frammentazione storica del paese in tanti piccoli protettorati senza autonomia reale
  • nell’idea che la politica sia uno strumento per il potere e non
  • uno strumento per migliorare il convivere e ingrandire la libertà
  • e soprattutto, nell’assenza di un vero individualismo, cioè di una società fondata sulla partecipazione di individui responsabili, che è il fondamento delle democrazie liberali.

SI NEGA L’INDIVIDUALISMO   confondendolo con l’egoismo, e attribuendo ad esso la scarsa capacità progettuale.

E’ ESATTAMENTE IL CONTRARIO   a noi manca un vero individualismo da contrapporre alle caste, alle clientele e ai protettorati che si sono storicamente fondati sotto i campanili e che ancora oggi incatenano il paese, frenando la libera iniziativa e la spinta creativa dei cittadini.

In vista delle elezioni, un MOVIMENTO LIBERALE dovrebbe promuovere l’individualismo per costruire convivendo tra cittadini liberi un PROGETTO PER IL FUTURO, che potrebbe comprendere alcune delle interessanti proposte di questi giorni (per esempio tassa piatta ma nel quadro di una complessiva riforma fiscaleburocrazia zero che promuovo da anni, trasformazione digitale, etc.) che a questo punto non sarebbero più campate in aria, ma funzionali alla realizzazione della Società Aperta.

SE DEVE ESSERE RIVOLUZIONE LIBERALE   sarebbe opportuno spiegare cosa ci sarà e come ci si arriverà. Altrimenti le idee potenzialmente buone, restano un’illusione – elettorale – ma senza alcuna possibilità di costruire il futuro.

Ancora una volta sono i media che non ci aiutano. Invece del solito orgasmo per le mode del momento, in questo caso limitarsi a descrivere le apparenze, un buon giornalista dovrebbe domandare ai partiti: che progetto hai per l’Italia e come pensi di realizzarlo?

Senza risposta a queste domande continueremo a navigare a vista, e non andremo lontano.

Hanno contribuito a questa edizione di PNR, Raffaello Morelli, Anna Maria Di PascalePocah, Roberto Ruggiero e Maria Serra.

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