Affaritaliani.it, 16 settembre 2016

Qual è l’agenda Liberale del Centro Destra? Domani finalmente lo scopriremo. Più che un’agenda sarà una ricetta per ricostruire il Centro Destra politico e per ridargli un senso. La speranza, dell’azione di Parisi e di questa società civile che ha chiamato attorno a se – a sentire lui che si sono proposti perché lui non avrebbe chiamato nessuno, e’ tanta – anche tra quelli che non si sono né auto presentati né sono stati invitati. Ma tanti sono i sospetti che l’operazione Parisi sia un’azione, sì di ispirazione Liberale, però all’interno di una più ampia strategia che da Arcore, o meglio da via Paleocapa in Milano, punta a mantenere un Centro Destra frammentato. L’obiettivo è quello di preservare la pace con il Governo fino a tempi migliori.

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Per evitare di finire in un teatrino in cui non si sa se il Parisi politico è il protagonista consapevole o meno, i suoi adepti dovranno presentare un progetto politico ambizioso, solido e soprattutto visionario. Al momento sembrano appiattiti sulla solita agenda Liberale che ahimè, è la stessa che si va ripetendo da molti decenni. Per questi Liberali è cambiato solo lo scenario politico ma la diagnosi e la terapia restano le medesime perché in fondo i problemi sono sempre gli stessi: debito/pil fuori controllo, burocrazia, tasse sul lavoro, etc. La cornice in cui i nostri elaboreranno le loro ricette per l’Italia è quella del Libertarismo pragmatico, cioè una tendenza che ha trovato spazio nel fallimento della politica – e dei politici – liberale degli ultimi due decenni.

Purtroppo però, vuoi per la frammentazione in cui versa il Centro Destra, vuoi per l’incapacità storica degli italiani di convivere in una società libera come individui responsabili, questa ricetta non solo è destinata a rimanere marginale ma è soprattutto indirizzata al fallimento. La storia insegna. Questo liberalismo vale poco elettoralmente. Può infiammare gli animi se diventa urlato e si mescola alla rabbia degli imprenditori e delle partite IVA. Ma anche il Liberalismo di pancia vale poco, altri movimenti, i così detti populisti, hanno dimostrato di essere più bravi a coagulare il mal di pancia dei cittadini.

Quindi? Se destinati a fare le comparse, se destinati ad un liberalismo di nicchia, se destinati all’ennesimo velleitario sogno Liberale, i nostri della società civile dovrebbero provare non solo a rielaborare la narrativa del Centro Destra nei modi evocativi della Leopolda, ma a presentare una diversa diagnosi dei problemi, la cui cura non è così certa. Il mondo è cambiato, si è rimpicciolito ed integrato sotto la spinta della globalizzazione e della rapida evoluzione tecnologica, spazzando via i vecchi paradigmi. Quello di Parisi è un Liberalismo vetusto, legato al passato, è una riproposizione storica di un modo di interpretare e risolvere i problemi. Ecco perché la convention di domani rischia di diventare un revival di vecchie ricette che attraverso la musica giusta e uno scenario evocativo troveranno nuovo entusiasmo, ma appena spenti i riflettori si sgonfieranno immediatamente. A Parisi, se non vuole fare la comparsa, serve altro. Occorre il coraggio di evitare le solite ricette, perché non funzionano più e continuare invece a rielaborare il pensiero Liberale.

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PNR