Opere Pubbliche: Perché Falliscono

Diritto di Proprietà  Il Sole 24 Ore – Pietro Paganini

 
Commento per il Sole 24 Ore in occasione della presentazione globale dell’Indice per il Diritto di Proprietà (IPRI) che è lanciato nella città di Johannesburg il giorno 8 Agosto 2018. In Italia l’Indice è promosso da Competere.
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L’Indice misura il livello di tutela della proprietà fisica ed intellettuale comparando il sistema legale e politico di ogni singolo Paese nonché il livello di tutela della proprietà fisica ed intellettuale. L’Italia occupa il 50° posto (perdendo una posizione rispetto al 2017) nella classifica guidata dalla Finlandia e dalla Svizzera. Gli Stati Uniti, invece, non sono più al 1° posto per quanto riguarda la voce “tutela della proprietà intellettuale” cedendo alla Finlandia questo primato.
I diritti di proprietà sono un indicatore chiave del successo economico e una componente fondamentale dell’innovazione. Non è un caso, infatti, che ai primi posti di questo speciale indice si trovino i paesi che innovano di più, come quelli Scandinavi, gli Stati Uniti, e Singapore.  L’Italia ancora una volta è ultima tra i paesi occidentali. I parametri che ne compromettono maggiormente le performance sono la scarsa stabilità politica, gli alti livelli di corruzione, la lentezza della macchina giudiziaria, ma anche la scarsa facilità di accesso al credito per le imprese e gli innovatori.
“Secondo i dati dell’Indice Internazionale per i Diritti di Proprietà 2018 infatti, siamo molto lontani da quelle nazioni che più investono nella tutela della proprietà, sia essa fisica o intellettuale. Questi paesi hanno compreso che nella Società dell’Informazione la produttività e la crescita economica si fondano sulla capacità di impiegare la conoscenza per risolvere i problemi. Questi prodotti dell’intelletto, le idee, vanno protetti. Che non significa escluderli dal processo più ampio di condivisione, al contrario, vuol dire valorizzarli per ottenerne un vantaggio sociale ed economico che porti benefici sia a chi li ha elaborati sia a chi li utilizza. La proprietà è la base della libertà di contrattazione, che è semplicemente la libertà in azione. I diritti di proprietà promuovono la produttività e alimentano la crescita economica e lo sviluppo sociale. La proprietà è il mezzo più efficace per garantire ai cittadini i diritti e le libertà civili. Nelle Liberaldemocrazie un individuo diventa cittadino acquisendo il diritto alla proprietà, diventando cioè sovrano rispetto a quello che possiede. La Finlandia ha colto questi principi, così come i paesi scandinavi e di origine anglosassone che infatti, guidano questa speciale classifica. Sono i paesi che più di tutti producono innovazione. E investono maggiormente sulla scuola e le nuove metodologie per la didattica. Noi no”. 
 
I governi dovrebbero stimolare la produzione di idee ma anche favorirne la tutela. In Italia e in Europa le regole ci sono e funzionano. La proprietà fisica e intellettuale sono sorrette da un buon impianto giuridico. E’ l’implementazione delle norme che funziona male. Lo dimostra la lotta alla contraffazione, ancora molto timida rispetto al volume d’affari in gioco. Il così detto sistema legale è poco efficace. Le regole ci sono ma non vengono applicate, o meglio, manca completamente l’azione sanzionatoria. Che sia fisica o intellettuale la proprietà è facilmente violabile se non vi sono sanzioni. Meglio quindi operare, per esempio brevettare, dove si è certi del migliore funzionamento del sistema legale. Così imprese italiane brevettano all’estero dove è più conveniente. Le responsabilità non sono solo della burocrazia, ma anche della politica. Se le regole sono soddisfacenti, i Governi hanno dimostrato poca sensibilità al valore della proprietà.”
“Gli Indici Internazionali, come l’IPRI, sono spesso strumenti commerciali i cui dati sono sempre soggetti all’interpretazione e alla speculazione. Ma mai come in questo caso dovrebbero servire a imprenditori, manager e ricercatori per indirizzare gli investimenti, e alla politica per elaborare piani strategici finalizzati a valorizzare quanto di straordinario i propri cittadini producono per il mercato globale”.
 
Diritto di Proprietà – Il Sole 24 Ore – Pietro Paganini

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PNR