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Proprietà Intellettuale :  I Pirati delle Idee:   – Pietro Paganini – PNR68
L’Italia è solo 49° nella classifica annuale dell’Indice Internazionale per i Diritti di Proprietà (IPRI). Eppure siamo un’economia industriale che fa e vorrebbe fare più innovazione per esportare oggetti originali ed unici che nessun altro sia in grado di creare e replicare. La consistenza dell’innovazione dipenda dalla tutela della PI. Lo dimostra il fatto che i primi paesi della classifica IPRI sono anche primi per capacità di innovazione (Nuova Zelanda, Finlandia, Svezia, Svizzera e Norvegia).

PERCHE’ E’ IMPORTANTE?   Tutelando timidamente la proprietà indeboliremo la capacità di produrre innovazione e l’opportunità di competere sui mercati internazionali. Il successo del design italiano che abbiamo celebrato a Milano con il Salone2018 ma che possiamo estendere all’industria meccanica tradizionale, dipenderà sempre di più dalla capacità di produrre brevetti e tutelare il lavoro dell’intelletto. 

QUALCHE NUMERO   sui settori economici ad alta intensità di diritti di proprietà intellettuale

Paganini Non Ripete - e-zine Road to the Future

The weekly e-zine that analyzes economic and social facts, elaborates and shares ideas, helps anticipating the future.

  • occupano 127 milioni (stima) di addetti tra EU (38%) e USA (30%) nei settori 
  • è il 40% del PIL di EU e USA
  • 46% più alto il salario medio per chi opera nei settori a trazione IP 
  • 21% più alto il reddito medio nei paesi che più tutelano 
PERCHE’ L’ITALIA INSEGUE?   Le regole ci sono, aggiornate, e solide, nonostante la singolarità tecnologica che riguarda tutti però. Le ragioni sono tante:
  1. l’inefficienza dell’attività di prevenzione e di controllo delle frodi – leggi qui
  2. la progressiva diffusione di Internet che facilita il…
  3. commercio internazionale di merci contraffatte che a sua volta è spinto dalla…
  4. manifattura diffusa alle zone più remote poco sensibili al governo della legge
  5. gli ostacoli burocratici che complicano e rallentano la brevettazione
  6. la diffidenza culturale rispetto al valore economico della proprietà

E’ A SCUOLA   (1) che dovremmo seminare la consapevolezza che quello che il nostro intelletto produce è un bene che va tutelato perché risolve problemi, migliora le nostre condizioni di vita, e stimola noi cittadini a creare ed intraprendere. 

E’ A SCUOLA   (2) che dovremmo maturare la cultura manageriale più sensibile al valore economico e sociale della PI. Le prime a tutelare poco sono le imprese. Siamo il 4° o 5° paese per numero di brevetti in EU, dovremmo essere il primo. Le PMI faticano a brevettare nonostante i tanti prodotti, mentre chi è preposto a prevenire (Governo/Burocrazia) e a proteggere (forze dell’ordine) è piuttosto svagato. 

LE POLITICHE INDUSTRIALI   che ogni Governo avrebbe interesse a progettare e promuovere dovrebbero concentrarsi proprio sulla PI perché è il perno dell’innovazione, soprattutto nell’età dell’informazione. 

CHIEDERE AL PROSSIMO GOVERNO   o meglio ai suoi papabili interpreti se hanno vaga idea. 

MA SOPRATTUTTO   La PI è un diritto naturale che stimola la libera iniziativa e garantisce la convivenza tra individui diversi in una società plurale. 

* A proposito, il Poliburò cinese si è riunito per studiare il MarxismoXi avrebbe dichiarato: Lo scopo di rivedere il Manifesto Comunista è comprendere e cogliere il potere della verità del marxismo e scrivere un nuovo capitolo del socialismo con caratteristiche cinesi nella nuova era. (…) Applicare i principi scientifici e lo spirito del Manifesto Comunista alla pianificazione generale delle attività legate alla grande lotta, al grande progetto, alla grande causa e al grande sogno“.

Buon Fine Settimana, da Ginevra 🙏
Paga

Proprietà Intellettuale: Giù le Mani – Pietro Paganini
Nell’edizione di PNR68 si veda anche

PNR68

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