Sono 5.300 le startup innovative, con 23 mila addetti. È il patrimonio che può vantare l’Italia, un piccolo tesoro che merita di essere valorizzato perché all’interno di esse battono migliaia di cuori di altrettanti imprenditori che possono rappresentare il fulcro del tessuto industriale nazionale del futuro. Tuttavia, attrarre talenti, manager, cervelli e investimenti non è affatto semplice. Sia perché un territorio non si inventa attrattivo per le start up dall’oggi al domani sia perché la concorrenza internazionale è enorme. Il segreto è in un mix di servizi, centri di formazione, luoghi di ricerca e buona amministrazione.

In Italia crescono gli investimenti, è vero che le startup sono in aumento ma ricevono ancora pochi fondi. Negli Stati Uniti in un solo trimestre sono stati destinati alle start up ben 17 miliardi di dollari. L’ecosistema italiano sta migliorando, c’è più entusiasmo da parte dei giovani, ma siamo ancora indietro rispetto ad altri Paesi europei.  Nel 2015 sono stati investiti nel settore 133 milioni di euro, una cifra inferiore a quanto mobilitato in Francia, in Germania e Spagna, dove le start-up ricevono finanziamenti almeno doppi rispetto a quelli italiani. In Italia, poi, anche l’innovazione segue la doppia velocità che divide il Nord e il Sud. Tra le prime cinque regioni con il maggior numero di start-up solo il Lazio tiene testa alle regioni del Nord. Prima c’è la Lombardia con il 22%, seconda l’Emilia-Romagna (12,2%), e dopo il Lazio (9,4%) vengono il Veneto (7,4%) e il Piemonte (7,2%). Il Trentino Alto Adige è la regione con la più elevata incidenza di start-up in relazione alle società di capitali davanti ad Emilia-Romagna e Valle D’Aosta. I numeri sono particolarmente bassi nelle regioni del Mezzogiorno, indicandoci che per costruite aree competitive e moderne nel settore dei servizi è necessario che gli investimenti nelle infrastrutture avvengano in modo sistemico, all’interno di un progetto di sviluppo e di riorganizzazione dal quale emerga in maniera inequivocabile qual è l’idea di regione che si intende declinare.

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